Amore Criminale 2011: contro la violenza e all'insegna della verità!

Amore-Criminale-Camila-Raznovich

Riparte stasera, sabato 22 ottobre 2011, in seconda serata su Rai Tre il programma Amore Criminale, condotto sempre da Camilla Raznovich, che durante queste prime 9 puntate tornerà a parlarci di fatti di cronaca dove (purtroppo) la protagonista assoluta è la violenza e, in particolar modo, quella che si scatena in famiglia, all’interno delle mura di casa. Amore Criminale ci rammenta (facendoci venire la pelle d’oca) che ogni tre giorni in Italia una donna viene uccisa dal proprio partner e altre vengono ferite, maltrattate, umiliate, costrette a scappare e braccate peggio di un animale, sottolineando che poche, molto poche, riescono (dopo aver subito di tutto) a ribellarsi e a salvarsi, trovando in extremis la via d’uscita da un incubo magari durato anni e di cui gli altri sono all’oscuro.

Questa trasmissione va in onda per la prima volta nel 2007, mostrandoci tramite le confessioni delle vittime sopravvissute e le varie persone coinvolte, con tanto di video di ricostruzione (per simulare al meglio ciò che è avvenuto realmente), fino a che punto l’essere umano può spingersi. Fino a che punto può dimostrarsi “bestia”, indipendentemente dall’essere “disturbato” o meno. Storie che probabilmente abbiamo visto e rivisto al cinema e letto e riletto in numerosi romanzi e libri destinati a uno studio accademico e di specializzazione, ma che raramente prendiamo in seria considerazione (perchè non ci toccano da vicino), magari cambiando addirittura canale quando un fatto del genere ci viene annunciato al telegiornale, giusto per non farci rimanere sullo stomaco il pranzo o la cena che stiamo consumando. Amore Criminale, però, non fa sconti, non si trattiene dal descrivere nei minimi dettagli quello che determinati uomini sono stati in grado di fare alle proprie donne. Mogli, fidanzate, compagne, amiche che sostenevano di amare e che proprio attraverso questo sentimento “malato”, queste visionarie ossessioni alimentate da gelosie, sospetti e turbe personali, spesso legate all’infanzia e al rapporto con la propria madre, si sono trasformate in una sorta di loro “proprietà”. Facendo così nascere l’assurdo timore che chiunque potesse e volesse portarle vie dalle mani di questi individui che non sono altro che deboli schiavi di una mente che se la viaggia per conto proprio.

In questi cinque anni, Amore Criminale ci ha narrato e mostrato ben 60 storie di donne vittime della violenza e del sopruso maschile. Alcune (poche) alla fine si sono salvate, mentre altre (troppe) sono arrivate alla morte, pur avendo fatto di tutto per sfuggirle. Testimonianze che ci aiutano a comprendere, nella verità più cruda e diretta che ci possa essere, quanto siamo fortunate (noi altre) a vivere lontano anni luce da situazioni del genere e quanto sia difficile, per chi invece c’è dentro fino al collo, riuscire a rendersene conto, riuscire ad animarsi quel tanto che basta per chiedere aiuto e lottare per ottenerlo, per salvare la propria esistenza e, il più delle volte, quella dei figli che spesso e volentieri ci vanno di mezzo.

Ci vuole il classico “pelo sullo stomaco” per seguire la trasmissione, è evidente, ma è inutile dire che ne vale la pena e che non possiamo continuare a fare finta di niente, nascondendo la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi. Renderci conto una volta di più di cosa accade in questo nostro meraviglioso (voglio continuare a crederlo) mondo non è solo un nostro diritto. E’ senza ombra di dubbio un dovere.