Beauty And The Beast 1×01 Recensione: un Grimm femminile-sentimentale!

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Non era facile trasformare in un altro contesto quella tensione sessuale e sentimentale tra una supposta bestia ed una bella senza pregiudizi. Innanzitutto, occorreva trovare due protagonisti con tutte le caratteristiche della fiaba classica. E Kristin Kreuk, nei panni della bella Catherine Chandler, non ha solo dalla sua la bellezza dei tratti ma anche quella particolare luce negli occhi in grado di catturare lo spettatore, facendolo affezionare immediatamente alle disavventure dalle quali ha tratto il coraggio, quello per fare giustizia in un mondo sempre più ingiusto. La Bestia (Vincent Keller), in realtà un avvenente Jay Rayn, eredita l’arte del trasformismo dai fantasy vampireschi più in voga. Gli elementi “magici” scompaiono e resta la forte contrapposizione tra l’umanità bestiale e la bestialità umana. Chi è davvero una bestia? Chi è stato trasformato a sua insaputa in un essere senza autocontrollo, ma ancora dotato di cuore o chi ha ucciso senza esitazioni la madre di Catherine, nascondendo la sua brutalità dietro ad un aspetto privo di cicatrici? No, Vincent Keller non è decisamente un mostro e quell’aria spaurita, mentre osserva la sua “bella” dalle grate di un edificio abbandonato, ce lo fanno già amare, nella sua bellezza imperfetta.

La intro e la chiosa narrative, raccontate dalla stessa Catherine, sono emozionanti, proprio perché lo stesso incipit del pilot è stato così scioccante, così viscerale che ha reso impossibile la non immedesimazione in questa coraggiosa donna, sprezzante del pericolo tanto quanto il suo archetipo animato! Esemplare anche la scena nella quale la Bestia tenta di spaventare Catherine, che tanto mi ha ricordato la finta ira operata nel capolavoro Disney dal padrone del castello per impedire un innamoramento certo, e le sue conseguenze…

Interessante che la trasformazione sia avvenuta per scopi militari, con la conseguenza che le vicende military s’intersecheranno con quella che è per definizione una contrastata storia d’amore!

Mi è sembrato di rivedere, per certi versi, un favolistico Grimm al femminile. Me l’hanno ricordato il binomio d’investigatrici e la presenza, per l’appunto, dell’elemento fantasy, ma anche, per certo, l’oscurità dei luoghi. Tuttavia, i casi su cui lavora la detective Chandler sono tutti opera della barbarie umana. Perché una cosa non è cambiata: il messaggio principale della storia originale! La bruttezza si trova nel cuore e non nell’aspetto e la peggiore bestia può per certo essere il salvatore più dolce, l’amante perfetto, il protettore della propria Bella, da ignoti assassini, determinati ad eliminare l’oggetto dei loro terribili esperimenti! Una storia che fa sognare nella sua drammatica normalità, quotidianità. Un pilot promosso a pieni voti; una favola sul cemento…