Film Iris Stasera: Profumo-Storia Di Un Assassino, ricerca dell'essenza divina

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So che essendo giovedì avrete sicuramente qualcosa di meglio da fare, tra cui uscire con gli amici e andare direttamente al cinema invece di restare chiusi in casa a fare zapping davanti alla tv, ma è mio compito suggerirvi delle alternative alla noia o alla non-voglia di cercare qualcosa di divertente da fare. Giusto? E amante come sono dei bei film, non posso fare altro che consigliarvene uno in particolare per questa serata, se tra una cosa e l’altra siete “costretti” a rimanere a casa… Su Iris, infatti, trasmettono alle 21 e 10 Profumo-Storia Di Un Assassino. Che ve ne pare? Per chi ancora non l’avesse visto è quasi un “dovere” guardarlo (almeno una volta!) e se invece lo conoscete bene, nulla vi vieta di “rispolverarlo”, concedendogli l’ennesima occasione per emozionarvi.

La pellicola è del 2006, basata sul celebre romanzo di Patrick Suskind (intitolato Il Profumo) e firmata da Tom Tykwer, la cui visione ci mette di fronte a un mondo settecentesco integro e reale nel suo essere, impregnato di odori, essenze e putridi liquidi che però non riescono a darci la nausea, anzi, ci spingono a seguirne la scia. Siamo in Francia, nel XVIII secolo e la scena si apre con la nascita di Jean-Baptiste Grenouille da una ragazza madre, che ha luogo per le strade di una Parigi povera e quasi lugubre per la sua sporcizia, ma sempre e comunque affascinante nel suo degrado. Il bambino non sa ancora di essere venuto al mondo con un dono straordinario, ma per noi che osserviamo è naturale scoprirlo da subito. Egli ha un olfatto molto sviluppato che nella crescita lo porta ad andare alla ricerca di tutti gli odori possibili che gli offre il mondo, ritrovandosi poi da ragazzo a lavorare presso il negozio di un vero e proprio profumiere chiamato Monsieur Baldini. Grazie a lui Jean-Baptiste viene iniziato all’arte della profumeria e della distillazione delle fragranze e tramite tali insegnamenti la sua recondita ossessione (perchè solo così può essere definita) viene presto a galla. Il ragazzo di fatto vuole riuscire a distillare e conservare il profumo delle donne. L’essenza stessa del loro animo e del loro Essere, trasudata attraverso la pelle. Ed è proprio questaspasmodica fissazione che lo porterà a diventare un assassino, senza che lui se ne renda veramente conto (almeno all’inizio).

Sublime come sempre l’interpretazione di Dustin Hoffman nel ruolo del maestro profumiere, che in qualche modo fa venire voglia anche a noi di impare l’arte del creare fragranze. Lampi di poesia che illuminano con grazia (studiata) la coltre di tetra ansia che avvolge il film attraverso la quale Ben Whishaw, il protagonista, ci coinvolge a tal punto da arrivare quasi a persecipe la sua sofferenza, il suo bisogno disperato che non gli dà pace. Un capolavoro, senza ombra di dubbio, che comunque può non piacere come è stato per alcuni fan del libro che non hanno riscontrato fino in fondo l’agonia di Jean-Baptiste, giudicando l’opera del regista come un qualcosa lasciato a metà, in sospeso. Il film, tuttavia, ha sbancato i botteghini in Germania (patria di Tom Tykwer) ed è riuscito a farsi largo anche nel resto dei mercati, soprattutto quello europeo.

Dopotutto non è facile raccontare un’ossessione. Descriverne le note caratteriali che solo l’animo di chi la subisce può conoscere. Le critiche sono sempre bene accette, ma per lo più quando insegnano o vogliono aiutare a migliorare nel complesso. Puntare il dito su un qualcosa che molti non sarebbero in grado di fare è troppo comodo, sebbene ci piaccia. In fondo non vi è nulla di sostanziale che sia stato omesso in questa rappresentazione che altro non fa se non rispecchiare semplicemente il pensiero e la visuale prettamente personali del regista, che per fortuna non è uguale a quella di nessun altro visto e considerato che siamo tutti diversi. Altrimenti faremmo le cose uguali e non ci sarebbe mai alcun confronto, alcun riscontro. Una vita piatta e priva di qualsiasi spunto o riflessione. Non vi pare?

L’unica cosa certa che si evince attraverso le immagini, le parole e i “profumi” del movie in questione è la costante imperfezione dell’uomo. Che è poi la nostra caratteristica più esaltante. Tutto il resto viene dopo.