La Vita Che Corre Fiction Rai 1: una maledizione chiamata "sabato sera"…

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So bene che non è questa la definizione adatta per descrivere le stragi che avvengono il sabato sera, con per lo più protagonisti i giovani, i quali per una serie infinita di motivazioni finiscono per andare a schiantarsi con la macchina, da soli o travolgendone altre nell’impatto, trovandosi di colpo senza più una vita che ancora aveva il diritto di essere vissuta… Oppure appesi a un filo sottile che la speranza e le preghiere delle famiglie non lasciano spezzare, riaprendo gli occhi in un mondo in cui purtroppo non hanno più la possibilità di correre e camminare o che addirittura potranno solo più osservare distesi in un letto…

Permettetemi, dunque, pur non essendo ancora madre, ma avendo perso a mia volta un amico in una di queste stragi e avendone un altro in sedia a rotelle, di chiamarla “maledizione”… Perchè con con tutte le precauzioni possibili e le raccomandazioni infinite, qualcosa accade sempre nelle notti cittadine del fine settimana, indipendentemente dall’aver esagerato o no, dall’essersela andata a cercare o meno. La morte arriva, rapida e silenziosa… e se non lei (e se non per tutti), fa capolino una sua parente stretta a cui ancora non sappiamo dare un nome, che trascina figli, fratelli, sorelle e nipoti attraverso una specie di “tritura-tutto” dal cui non si sa mai bene come uscirne, in che condizioni e con quale coraggio…

A parlarci di tutto questo… a narrarci di altre storie così simili a quelle già udite, ma pur sempre uniche per le famiglie che le subiscono, ci pensa la fiction in due puntate intitolata La Vita Che Corre, in onda stasera e domani su Rai Uno, diretta da Fabrizio Costa e con nel cast Barbara De Rossi, Enzo Decaro e Flavio Parenti.

 

 

 

Una fiction, questa, a cui non si possono voltare le spalle e che, anzi, farebbe davvero bene vedere e insieme, giovani con grandi, genitori con figli, in modo da rendersi conto che non si può mai dire… che non si può mai credere di essere degli “eletti”, al di sopra di quello che purtroppo quotidianamente accade. Avendo quindi calma e pazienza, sopportando una raccomandazione in più dagli “adulti” che spesso stressano, annoiano, disturbano e decidendo di stare attenti, di divertirsi lo stesso, ma senza bere tanto e ancor più senza correre… Perchè in fin dei conti casa nostra ci aspetta, non si muove, e il giorno dopo è pure domenica e si può dormire, recuperare il sonno in santa pace…

La trama della fiction si apre con un incidente automobilistico. L’Ispettore Bruni si trova davanti all’ennesimo e drammatico “spettacolo”: un furgone, una macchina e una moto ribaltate sulla strada, inermi, fredde prigioni metalliche, ostacolo di se stesse e di coloro che le guidavano. Nell’auto tre ragazze: Anna, Valentina e Claudia, di ritorno dalla discoteca come molte altre sere prima di quella. Idem per i fratelli Luca e Andrea, in viaggio sulla moto, ebbri di ore trascorse a bere e a ballare. Mentre nel camion si trovava un certo Giuseppe Lampronti, probabilmente stanco per i molti straordinari notturni…

Uno scenario che fa accapponare la pelle e che a noi spettatori, coinvolti per un motivo o per un altro, farà venire in mente un fiume di domande, sibilate nell’animo imprigionato in una morsa d’acciaio. Noi giovani, che in perfetta lucidità comprendiamo una volta di più che potremmo esserci noi accartocciati nelle lamiere contorte… E a noi genitori, che una volta di più ci sentiamo schiacciare il cuore, immedesimandoci nei padri e nelle madri delle vittime, di quei ragazzi che escono di casa dopo cena, salutando tranquilli o di fretta come se il domani fosse subito lì, non sapendo che quello potrebbe essere l’inizio della fine.

E la fine in questione per alcuni è giunta. Andrea e Claudia, infatti, non riescono a salvarsi. E se per loro è arrivata la morte per eccellenza, una sorta di “cugina” si è fatta avanti ad avvolgere fra le sue spire nere le sorti di chi rimane: Giuseppe perderà una gamba, Valentina rimarrà forse sfigurata. E in un terzo limbo sbarcheranno i protagonisti che restano, ossia Luca e Anna. Il primo illeso, ma sconvolto per aver visto la morte in faccia che tra i due ha deciso di prendersi suo fratello. La seconda altrettanto sana, ma ormai “toccata” dalla tragedia fatta di ricordi e sensi di colpa che la tormenteranno a vita.

Come si può andare avanti dopo tutto questo? Cosa accade, di solido, nel dover affrontare il “dopo”? La Vita Che Corre ce lo mostrerà tramite una propria visuale… Per allertarci quanto è possibile, per sottolineare cose che crediamo ovvie e scontate, per renderci partecipi (anche da lontano) di ciò che accade realmente, al di là del piccolo schermo…