Once Upon A Time 2×02 Recensione: anche i cattivi piangono…

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Credevamo che la Foresta Incantata ci riservasse tranelli e covasse segreti, ma mai potevamo aspettarci che anche Storybrooke diventasse una specie di prigione. Da una maledizione all’altra, se così si può dire. O meglio, la magia ha sempre dei risvolti negativi. E lo sa bene la dolce e cara Regina, quella fanciullesca, che mai e poi mai avrebbe voluto rassomigliare alla perfida madre Cora, ma che, proprio come lei, per sfuggire alle sue prigioni, ha dovuto affidarsi alla potente arma liberatoria della magia. E Tremotino è sempre lì: a ricordarci che la magia è l’arma più potente che esista; l’unico modo per trovare la libertà. Ora, però, la libertà è lontana per i cittadini coscienti di Storybrooke, intrappolati in un mondo che non è il loro pur di non perdere loro stessi!

La 2×02 di Once Upon A Time ruota attorno al proposito: “Non voglio essere come te!”, rivolto dal figlio alla madre. Regina non vuole essere come Cora, ma si assuefà alla magia e Tremotino è costretto a rivedere le sue precedenti dichiarazioni. Henry non vuole essere come Regina. Ed, in fondo, nemmeno Regina vorrebbe essere sé stessa, perché per quanto ella possa essere crudele e vendicativa, ha una coscienza nascosta. Non è nata crudele. E’ la vita stessa che l’ha portata ad abbracciare la vendetta. La delusione l’ha resa incapace di amare e la magia l’ha resa potente e conscia di poter ottenere, con la forza, tutto ciò che desiderava. Ma ciò che smuove la coscienza di Regina è indubbiamente l’amore per Henry, del tutto sincero. E’ profondamente emozionante il fatto che Regina ceda alle sue emozioni, anche di fronte a Charming, che confessi a suo figlio di aver sbagliato e di essere incapace di amare; che voglia una redenzione! Ma una Regina “buona” sarebbe un personaggio credibile? Lo è di certo un cattivo contrastato, in preda ai rimorsi, ricco di sfumature. Il cattivo senza coscienza è fin troppo semplice da rappresentare!

Al contrario di Regina, Gold aveva un preciso piano, ma, per una volta, un particolare gli è sfuggito. Se se ne andrà da Storybrooke non sarà più il re delle tenebre, quel Tremotino, origine di ogni sventura magica, di patti a doppio taglio, ma anche provvidenziale, nella sua tagliente malvagità, mai disinteressata!

Finalmente il personaggio di David è uscito dalla sua confusionaria apatia e, rafforzato dalla tempra guerriera di Charming, è diventato il leader di una nuova Storybrooke che chiede un riscatto, che cerca una rivincita, che vuole tornare a casa. Fantastico che l’eroico Charming non dimentichi le pecche di David, ma prenda spunto proprio dalla sua incapacità di scegliere e di prendere una posizione per comprendere ciò che non vorrebbe mai diventare, per non perdere le persone che più ama!

E se ci siamo chiesti perché mai Cora avesse avuto tanto spazio nell’episodio (e dove diavolo sia finita, per giunta!), la risposta arriva nei minuti conclusivi dell’episodio! Come mai la sua offerta d’aiuto suona già come un terribile presagio circa la redenzione di Regina che, diciamocelo, in fondo non ha “dato fuoco” alla magia, ma l’ha solo riposta per un attimo in un cassetto? E come mai sospetto terribilmente che Emma e Mary Margaret, uscendo da Storybrooke, seppur per “vie traverse”, abbiano perso la memoria ed, adesso, siano nuovamente solo migliori amiche?

Anche i cattivi piangono, o almeno ci provano. Altri distruggono la loro bottega, per fatture non andate esattamente come speravano. Quel che è certo è che la magia prevede dei prezzi alti da pagare. Charming sarà disposto a pagare un altissimo prezzo per ritrovare sua figlia e la sua amata?