Once Upon A Time 2×03 Recensione: madri pie, madri arpie…

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Cos’è più struggente del vero amore? Il sacrificio di una madre per coronare il vero amore… Il terzo episodio di Once Upon A Time si concentra sui drammi tutti umani che ruotano attorno al rapporto genitore-figlio. Snow sa che l’unico modo per coronare il vero amore è avendo un figlio, un figlio tanto desiderato. La madre di Azzurro sa che per una madre sacrificare la sua vita per il bene del proprio figlio è il più grande degli onori. Jefferson teme di non venir perdonato dalla figlia che ha abbandonato, ma un abbraccio sincero, poi, scioglie ogni dubbio. Emma, riscoprendo la stanza del palazzo nel quale ha vissuto meno di un giorno, devastata e distrutta dall’odio che ella stessa ha sconfitto con l’amore, ha sciolto la rabbia covata dentro per 28 lunghi anni in un pianto liberatorio, tra mezze parole, colme d’amore.

Finalmente i ruoli si sono invertiti. Nella foresta incantata la coraggiosa Emma diventa una spaesata e dolcissima straniera, attonita come un bambino di fronte alla novità, alla scoperta di un mondo che credeva appartenere solo alle favole più recondite o alle pagine di un libro. Al contrario Snow, nella Foresta Incantata, diviene leader temeraria, eccellente arciera, la perfetta consorte del principe più amato e coraggioso del regno, dimenticando le esitazioni e l’incapacità decisionale di Mary Margaret. Una madre ed una figlia impareranno a proteggersi a vicenda, riunite in un abbraccio che sa di perdono, che sa di comprensione…

Charming ha protetto la propria madre dall’ira di un Re vendicativo. Ma adesso vuole farle conoscere il suo vero amore, quello che ha dato senso alla sua esistenza. E’ come se non potesse avere la fortuna di stringere ancora i suoi due amori più grandi. E’ come se il destino gli abbia offerto una benedizione che ha un doloroso prezzo. Una morte che è struggente, tanto quanto quell’amore che si celebra davanti agli occhi della madre morente. Il sogno di una madre si realizza: nella morte trova la pace, la consapevolezza che suo figlio ha in pugno la magia più potente di tutte: l’amore. L’estremo sacrificio della madre di Charming permette ai due innamorati di non rinunciare ad un erede che, in futuro, si rivelerà una benedizione magica.

Grande assente della puntata una fugace Regina, emozionata e redenta, che sembra realmente intenzionata a mettere in un cassetto l’ascia di guerra. Ma nella foresta incantata la sua genitrice, perfida e vendicativa, è probabilmente pronta a materializzarsi a Storybrooke, mettendo certamente fine a tutti i suoi buoni propositi. Perché se il sano amore genitore-figlio è la più grande delle benedizioni, lo stesso amore, malato, sarà la peggiore delle maledizioni per una donna decisa a voltare le spalle al male…

Intanto, Henry diventa grande e Charming comprende di aver fatto un grosso sbaglio. Non potrà trovare, stavolta, il suo vero amore da solo, perché, adesso, è una questione di famiglia ed è ora che Henry impari ad impugnare una spada, per difendere i suoi affetti da qualsiasi minaccia incomba sulle rovine del mondo magico!

Ma un altro padre, risorto nella sua malvagia identità, ferito per quel tradimento antico, medita vendetta e cova rabbia, osservando quel lieto rapporto nonno-nipote. Perché se l’amore sano tra genitori e figli è struggente, quello malato, dei finti genitori, è profondamente pericoloso…