Once Upon A Time 2×04 Recensione: il rock del capitan Uncino o di Tremotino?

Once-Upon-a-Time37

Fanno rima eppure sono uno l’ombra dell’altro. L’uno la vittima ed il carnefice dell’altro. Ecco che Once Upon A Time riesce ancora una volta a fondere la magia Disney, a saldare storie apparentemente lontane, a fare da trait-d’union tra mondi paralleli, nati dalla stessa matita!

Stavolta, però, Uncino non dà la caccia a Peter Pan, o forse l’ha già data, ma all’uomo, a sua volta ferito dall’aitante Pirata, che ha strappato il cuore alla sua innamorata. Un triangolo inaspettato e geniale che riporta Tremotino al meritato ruolo protagonistico.

Cos’è la magia per Tremotino? E’ solo il bastone sul quale appoggiarsi, per non essere più l’uomo codardo che non difese la sua famiglia e che non sfidò a duello Hook quand’egli salpò con Milah, sua moglie. Il tremolante Tremotino si è servito dell’Oscuro per diventare quell’uomo coraggioso che non era mai stato, per non essere più lo zimbello del villaggio, per poter difendere suo figlio Bae, ma il suo cuore è diventato tetro tanto quanto l’essere da cui è stato posseduto e quella magia l’ha reso anche avido di potere, vendicativo, senza cuore… Tremotino, tuttavia, non rispetta un patto strappando il cuore a colei che ha amato profondamente! Perdere una moglie è come sentirsi strappare il cuore, ma perdere davanti ai propri occhi chi si ama e perdere altresì la propria mano, in un sol colpo, è qualcosa che può portarci a salpare in ogni porto, alla ricerca di una cieca vendetta…

Tremotino, invece, aveva creato la maledizione per un solo scopo: per poter ritrovare suo figlio, tutto ciò che ne rimaneva della sua famiglia. Ma uscire da Storybrooke, adesso, significa perdere tutto, persino la consapevolezza che quel figlio sia mai esistito…

Hook, Jack e Il Fagiolo Magico, Spugna… Disney, Disney… Una fiaba che ricomincia, da fila sempre diverse, da capi intrecciati, affascinanti, unici, per ritrovarsi al capoverso. Jack promette a Tremotino la speranza, quella speranza mai mancata di ritrovare il sangue del suo sangue. Ma le vicissitudini lo portano a divenire Spugna, fido mozzo del crudele Hook! Insomma, c’è da dire che Tremotino ha combinato un bel po’ di guai nel mondo delle fiabe. Ha persino reso Hook degno del suo nome!

Eppure, come ogni bestia, ogni coccodrillo, ogni oscuro essere, nato nella consapevolezza dei sentimenti, anche Tremotino ha sentito il cuore battere, grazie a Belle. Belle è l’unica sua speranza di salvezza, forse vana, forse inconcludente, forse mai più potente del fumo accecante della magia, ma presente, unica, reale. E’ o non è l’amore la magia più potente di tutte? Parole dello stesso Tremotino!

Belle, la dolce Belle, salvata proprio dalla stessa magia dalla quale era scappata, smarrita ma profondamente attratta da quell’essere ambiguo ed affascinante, ottemperato dal potere magico. Belle che rischiava di dimenticare ciò che era stata e chi aveva tanto amato, diventa così uno dei personaggi operativi in Storybrooke, trovando la sua collocazione in una libreria disneyana!

Ma la magia può davvero donare il coraggio che all’uomo manca? O è soltanto un vano appoggio per una vita di disperazione, di disordine e di solitudine? Per molti, e anche per Cora e Hook, la magia è solo il mezzo tramite il quale compiere una vendetta assaporata da tempo nei propri sogni! Ci siamo sempre chiesti come sarebbero stati i personaggi di Storybrooke una volta tornati nella Foresta Incantata, ma cosa accadrebbe se i più malvagi del mondo delle fiabe raggiungessero la mite Storybrooke che, diciamoci la verità, più Storybrooke non è con una dimessa, quasi assente Regina fantasma! Non crediamo che Regina abbia deposto le armi della magia e non riusciamo ad immaginarcela mentre fa una calza, osservando l’operosità della cittadina! Ma la notte di Halloween si avvicina e Regina potrebbe scoprire che la magia può essere persino in grado di distruggere il sottile confine vita-morte… Un valido motivo per continuare a farne uso?