The Mentalist 3 Stagione: l'intuito di Patrick Jane invade Rete 4

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Come forse avrete prima intuito dal promo in tv e poi appurato con la prima puntata andata in onda martedì 13 settembre 2011, la serie tv The Mentalist non solo è finalmente tornata con l’attesa terza stagione, ma da Italia 1 (canale sul quale sono andate in onda precedentemente la prima e la seconda stagione) si è trasferita su Rete 4. Ebbene sì, dopo lungo peregrinare, il mirabile intuito del protagonista Patrick Jane (interpretato dal bellone biondo Simon Baker) ha invaso per la terza volta il nostro piccolo schermo, facendo esultare i fan del telefilm e tutti gli amanti dei serial in generale (specie quando sono fatti bene come questo). Perciò, a partire da ieri sera, The Mentalist occuperà con gioia tutti i vostri martedì a partire dalle 21 e 10. Questo per soddisfare i “bisogni” di tutti coloro che ancora non godono dei vari pacchetti in abbonamento su Mediaset Premium. Il canale Joy, ad esempio, ha trasmesso la terza stagione in anteprima dal 3 febbraio al 14 luglio 2011. Mentre riguardo alla quarta stagione, ancora inedita in Italia, vi avverto che avrà inizio negli Stati Uniti il 22 settembre, ossia fra soli 7 giorni! Non state più nella pelle, vero? Quando troppo o quando niente, come si dice!

Ma cos’è che piace tanto in The Mentalist? Perchè sia il pubblico che la critica sono concordi nell’amare questa serie americana? Semplice. Perchè ha riportato in auge un’arma potente come l’intuito, il puro ragionamento mentale, senza per forza dipendere in tutto e per tutto dall’indagine scientifica, come invece nella maggior parte degli altri telefilm del genere accade, tipo in CSI (e senza nulla togliere a quest’ultimo). E poi, diciamolo, come si può non adorare uno come Patrick Jane, il detective protagonista che fa da consulente al Bureau Investigativo della California? E’ più forte di noi! Il suo intuito dai livelli incredibili e le sue altre mille qualità, fra cui una capacità di osservazione e di deduzione quasi “fastidiose” tanto esatte, pungenti e precise, lo rendono a dir poco affascinante nonchè “necessario”. Un vero e proprio “strumento” in grado di muoversi con grazia felpata fin verso la meta, ossia la risoluzione dei casi più complessi, quelli su cui investigatori “normali” perderebbero il sonno, senza comunque capirci un tubo, perchè troppo abituati a guardare solo quello che le cose offrono all’apparenza, senza lasciarsi guidare dall’istinto, bisognoso di soddisfare curiosità profonde che spingono a “scavare” al di là di quello che pare ovvio. Insomma, per farvela breve, ci sarà un motivo per cui The Mentalist ha vinto il People’s Choice Award come miglior serie televisiva drammatica nel 2009, no?

E cosa ci aspetta, dunque, in questo terzo capitolo (per chi ancora non lo sapesse)? Grandi emozioni, come da copione, l’avvicinamento sempre più “personale” fra Jane e Teresa Lisbon (capo della squadra investigativa a cui presta il volto l’attrice Robin Tunney) e, infine, la morte di John il Rosso, assassino seriale che in passato ha sterminato la famiglia di Patrick inducendolo a covare dentro di se un lato oscuro che pochi conoscono e che verrà maggiormente messo in luce proprio negli episodi della terza stagione, fino all’epilogo finale (intitolato Fragole Rosse Con Panna) in cui il nostro rubacuori biondo sparerà al “cattivo” uccidendolo e poi sedendosi in attesa dell’arrivo della polizia.

C’è da dire che il merito, in parte, dev’essere riconosciuto anche nei confronti dell’attore protagonista, Simon Baker, nato in Tasmania, Australia (un vero “diavoletto”!) che debutta per la prima volta sul grande schermo nel film L. A Confidential di Curtis Hanson, dove ha una piccola particina. Il primo ruolo da vero “emergente” ce l’ha nella serie tv The Guardian dove dal 2001 al 2004 interpreta Nick Fallin, e questo, si mormora, è stato possibile grazie al “lancio” avuto dal film Il Diavolo Veste Prada in cui seduce l’ancora un pelo imbranata Andrea Sachs (Anne Hathaway). Dopotutto di fascino ne ha da vendere anche di suo, senza per forza calarsi nei panni di uomini in gamba e sicuri di sè. E questo è stato anche il pensiero di Bruno Heller, il “papà” della serie in questione che durante i provini per Patrick Jane cercava: qualcuno come Cary Grant. Qualcuno capace di muoversi con grazia fluida.

E allora godiamocela questa sinuosa “fluidità”, tanto fisica quanto… mentale! Su Rete 4 vi aspetta un telefilm che la critica ha definito rivoluzionario e addirittura simbolo di una ritrovata fiducia nelle capacità umane. No, voglio dire, vi serve sapere altro per convincervi a dargli un’occhiata, se non lo state già seguendo?