The Pacific, la serie prodotta da Spielberg e Tom Hanks sbarca su Rete 4

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Debutta questa sera l’attesissima miniserie intitolata The Pacific e prodotta da due colossi di Hollywood come il regista Steven Spielberg e l’attore Tom Hanks. A partire da questa sera, mercoledì 4 gennaio 2012, Rete 4 ci offre un altro imperdibile appuntamento con il proprio canale, promettendoci puntate incredibili che ci narreranno della Seconda Guerra Mondiale. Del resto non si fatica a crederle, vista la sua volontà nell’aver messo in onda altre due serie di grande successo come I Pilastri Della Terra e Dawnton Abbey, quest’ultima terminata domenica scorsa con il finale della prima stagione.

The Pacific non è dunque da meno e al di là di aver “depredato” di ogni riconoscimento possibile l’edizione degli Emmy del 2010, dimostrerà dal primo episodio di non scherzare affatto, pronta a coinvolgerci dalla testa ai piedi attraverso battaglie e strategie politiche dove l’occhio della telecamera si concentra su quella particolare dimensione che è alla base di tutti i conflitti nazionali e internazionali… ossia la reazione dell’uomo… la corruzione dello spirito umano… l’accettazione e/o la ribellione di ogni singolo soldato che, una volta abbracciato il fucile (o quello che è), si ritrova a vivere (volente o nolente) la sua guerra privata, interiore.

Questo e tanto altro ci sarà messo davanti attraverso quello che è stato, l’esperienza diretta e narrata dei veterani, usando come filtro per noi spettatori le vicende personali di un gruppo di soldati i quali, una volta sopravvissuti e rispediti a casa, dopo il trauma del rientro, sono riusciti a continuare a vivere e, più in là, a raccontare quello che hanno vissuto sul fronte. Le storie narrate, come forse avrete già capito, si basano su fatti realmente accaduti e testimonianze dettate da veri reduci di guerra, che riadattate per il piccolo schermo hanno dato origine ai tre personaggi principali, ossia i tre marines Robert Leckie (interpretato da James Badge Dale), Eugene “Sledgehammer” Sledge (interpretato da Joe Mazzello) e John Basilone (interpretato da Jon Seda).

Ma perchè la serie si intitola The Pacific?, si sarà forse chiesto qualcuno… E’ presto detto, amici, il motivo vero e proprio lo spiega Tom Hanks: quello che accadde nel Pacifico, all’epoca, non è paragonabile a una guerra combattuta in Europa. Lì, quando il nemico si rendeva conto di aver perso, deponeva le armi e alzava le mani, consapevole che sarebbe finito prigioniero nei campi di guerra. Nel Pacifico no. Quello che avvenne fu principalmente un conflitto basato sul terrore, sul suicidio e sul logoramento. L’obiettivo era uccidere, punto e basta. E si uccideva, si uccideva, di uccideva e ancora si continuava fino a quando (forse) non ci si rendeva conto che non vi era più nulla da uccidere…

Parole forti, quelle di Hank, che ci fanno capire chiaramente cosa intendeva, cosa ci sarà dato vedere e perchè lui e il suo amico Spielberg hanno deciso di produrre tale progetto. E’ giusto che la verità si sappia. E’ giusto che venga ricordata. E’ giusto che chi ancora non ha cominciato a farlo provi da questa sera in poi a comprendere, anche solo lontanamente, cosa può voler davvero significare vivere determinate esperienze e poi ritrovarsi a casa, a convivere con tutt’altri problemi, con tutt’altri avvenimenti e in una dimensione che può solo sembrare irreale. I reduci di guerra non esagerano. I reduci di guerra non fingono. Non ne approfittano, non marciano sopra a quello che hanno fatto per vivere meglio e in barba a tutti gli altri. I reduci di guerra sono vittime, pur non essendo “morti”… sebbene dentro di loro qualcosa si sia “spento” sul serio e del tutto, confinando la maggior parte di questi eroi in un limbo che non permette loro di vivere il presente, in perenne fuga dal passato e atterriti all’idea di pensare al futuro…