Walter Chiari: una fiction dopo 20 anni per omaggiare il talento e la vita

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Walter Chiari è morto 20 anni fa, il 20 dicembre del 1991, in solitudine, in un residence della periferia di Milano, la sua città adottiva. A trovarlo fu l’impresario teatrale Libero Zibelli, sulla poltrona con gli occhiali sul naso e la televisione ancora accesa. Per circa vent’anni Chiari è stato quasi totalmente dimenticato, non ci si è occupati abbastanza di lui. Adesso Rai 1 lo ricorderà con una miniserie in due puntate con Alessio Boni protagonista nei panni di questo popolare attore protagonista della storia della nostra televisione. Un progetto della Casanova di Luca Barbareschi che recitò con Chiari in Romance nel 1988, per Rai Fiction, per la regia di Enzo Monteleone che firma anche la sceneggiatura assieme a Luca Rossi. Come ha raccontato lo stesso Monteleone, gli appuntamenti immancabili della vita di Walter Chiari ci saranno tutti. Anche quelli con le donne più importanti: Marisa Maresca, Lucia Bosè, Ava Gardner, Alida Chelli, Valeria Fabrizi, che per tutta la vita è stata sua amica e che sarà interpretata da Bianca Guaccero.  Chiari è stato protagonista di una vicenda che ne fermò la carriera, il 20 maggio del 1970, mentre si stava recando negli studi radiofonici della Rai per registrare una puntata del programma Speciale per voi condotto da Renzo Arbore, viene arrestato e portato nel carcere di Regina Coeli.

E’ accusato di consumo e spaccio di cocaina da un piccolo delinquente. Lo scandalo è grande, soprattutto per l’epoca e coinvolge anche Lelio Luttazzi, completamente estraneo alla vicenda. Walter Chiari resterà in carcere 70 giorni tra il maggio e l’agosto del 1970, dove l’8 agosto viene a conoscenza della nascita del figlio Simone da un agente di custodia, e l’anno seguente viene processato, venendo prosciolto dall’accusa di spaccio e condannato con la condizionale per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale. Tornato in libertà, ma emarginato dalla Rai e ignorato dai produttori per lavorare prende parte a film di serie B e conduce trasmissioni nelle televisioni private. Nell’estate del 1985 il suo nome viene associato di nuovo ad una vicenda giudiziaria, è accusato insieme al cantautore Franco Califano dal camorrista Giovanni Melluso, lo stesso che accusò Enzo Tortora,  di aver trattato l’acquisto di rilevanti partite di droga. Anche se questa volta Chiari viene prosciolto in istruttoria, per lui la vicenda è un altro duro colpo da sopportare. Soltanto nel 1986 verrà riabilitato dal mondo dello spettacolo. Nel torna anche al cinema con il film Romance di Massimo Mazzucco, per il quale viene nominato tra i candidati alla Coppa Volpi come migliore attore alla Mostra del Cinema di Venezia, ma non vince il premio per un soffio. Sulla lapide dove riposa, nel Civico Mausoleo Palanti presso il Cimitero Monumentale di Milano è incisa la battuta che a Dino Risi aveva confidato voleva fosse scritta: Amici non piangete, è soltanto sonno arretrato.